Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post

lunedì 6 luglio 2015

Verso tutti


Il laghetto ritratto nelle cartoline è uno specchio color smeraldo che potrebbe benissimo abbagliare un automobilista al volante su Marte. Le sue rive sono due labbra sottili sporche di sole, di cielo primaverile e del verde acceso dei sempreverdi. Dalla veduta aerea gli alberi sembrano spingersi l’un l’altro verso l’acqua presidiando il bordo del laghetto come dei bagnanti rannicchiati pronti a tuffarsi. In mezzo allo specchio d’acqua un antico santuario si sporge a sua volta da un isolotto che è poco più di uno scoglio, una specie di picco che emerge solitario dalle acque come un dente grigio e verde.
Il laghetto fuori dell’abitacolo è una nuvola a livello del terreno che spruzza pioggia lateralmente come un autolavaggio. Io e la famiglia ci guardiamo, guardiamo in nostri k-way sgargianti e poi apriamo le portiere inzuppando i piedi nella melma grigia del parcheggio. Il vento ci accoglie scoperchiando i cappucci sulle nostre teste e sferzando l’unico ombrello che abbiamo: quel minuscolo e inutile avanzo d’auto, del quale ci si ricorda sempre e solo in condizioni estreme, come queste.

venerdì 3 ottobre 2014

Fango

Festa dei nonni / 02 ottobre 2014

La piccola ha le mani nel fango. 
Qualche baffo marrone le solca le guance.
“Nonno, nonno: vuoi?” domanda sorridendo.
La torta è una collinetta di fango.
Cocci di vaso a mo’ di ciliegie candite.
Un bastoncino di legno in centro, a far da candela.
“Soltanto un pezzetto” dice il nonno.
La piccola allora ne taglia una fettina, con la paletta da orto. Il risultato però è da pasticceria.
“Quant'è?” le chiede poi il nonno, serio.
“Una foglia e mezza” ribatte la piccola.
Il nonno allora ne raccoglie due, belle grandi, ai piedi del Kaki.
“Tieni pure il resto” le dice pizzicando la torta con le dita.
“Grazie nonno, spero che sia buona...” dice la piccola mordendosi il labbro inferiore.
Il nonno ne mette un bel pezzo in bocca.
Mastica.
Butta giù.
“E’ buonissima” le dice sorridendo. “Davvero... Buonissima”.




mercoledì 18 giugno 2014

Una ricetta per domani

Corri, corri. Corri sempre. Corri da sempre. Poi, una mattina, un pensiero ti blocca. Ti si infila nella mente come farebbe un bastone tra le ruote di una bicicletta e ti ritrovi scaraventato a terra a cinquanta, settanta metri di distanza a fare conoscenza con l’asfalto e con un dolore del tutto inaspettato.
“Quando?”.
Te lo chiedi solo allora: “Quand’è cambiata la realtà?”.