Corri, corri. Corri sempre.
Corri da sempre. Poi, una mattina, un pensiero ti blocca. Ti si infila nella
mente come farebbe un bastone tra le ruote di una bicicletta e ti ritrovi
scaraventato a terra a cinquanta, settanta metri di distanza a fare conoscenza
con l’asfalto e con un dolore del tutto inaspettato.
“Quando?”.
Te lo chiedi solo allora: “Quand’è
cambiata la realtà?”.