E’ venerdì, dopo lavoro, e da un po’ sono bloccato nel
traffico. La colonna d’auto davanti a me sembra non finire mai ed io butto via
le ultime ore di sole ascoltando l’unica stazione radio che prende in quel
dannato punto di statale. Un insulso parla di cose insulse assistito da
telefonate di ascoltatori insulsi da morire. Mi annoio da matti, mi viene da
piangere...
lunedì 13 aprile 2015
mercoledì 25 marzo 2015
Il sabotatore
Per accedere alla corsia delle uova di Pasqua ci vorrebbero gli occhiali da saldatore. Tutta quella carta argentata, tutto quell’oro, tutti quei nastri colorati che catturano la luce dai neon e te la sparano negli occhi: è roba da discoteca, non certo da supermercato. Io sono lì che mi sfrego gli occhi da un buon dieci minuti cercando tra i tanti l’uovo giusto per i miei pargoletti: cioccolata di qualità, sorpresa decente e prezzo accessibile, in pratica è un miraggio ed io mi sto giocando la vista per sempre.
Poi d’un tratto proprio quando mi son deciso per l’uovo delle Tartarughe ninja ecco che qualcosa mi sovrasta, un’ombra si allunga su di me e sugli scaffali annullando il potere catarifrangente delle uova. Mi volto subito e vedo un omaccione con i baffi che mi supera in altezza di una spanna. Indossa dei pantaloni larghi, una t-shirt e un gilet completamente blu. In testa ha un cappellino a visiera sempre di colore blu ma con uno stemma giallo in rilievo. E’ armato di pistola e sfollagente.
E’ il guardiano di turno al supermercato.
“Salve” gli dico.
“Salve” mi fa lui senza schiodarsi di mezzo millimetro dalle mie spalle.
Il suo alito al gusto tic-tac arancia mischiato al dopobarba Denim agisce su di me come un potente narcotico. Torno a guardare inebetito le uova cercando di dissimulare il disagio ma non ce la faccio.
mercoledì 18 marzo 2015
Il brodo
Appena al di là della porta scorrevole il grande canalone di merci in offerta speciale. La parte più stretta di un imbuto le cui pareti non sono altro che altissimi bancali pieni zeppi di mercanzie di varia natura e utilità, accatastate l’una sull'altra come enormi tessere di un orrendo Tetris alimentare.
Il brodo di pollo è una di queste, lo leggo dal cartello appeso direttamente al bancale. La scadenza è ravvicinata, per quello. Ma è così tanto che basterebbe a riempire una piscina olimpionica. Ci vedrei bene Giovanni Rana a nuotarci dentro. A Rana, ovviamente.
Rido da solo, appollaiato come un avvoltoio sul manubrio del carrello e per poco non tampono quello che mi sta davanti. “Scusi” dico, ma non mi risponde. Neanche se n’è accorto. Sta riempiendo il carrello di cartoni di brodo. Deve essere un amante. Un ghiottone. O ci deve essere qualche sagra paesana a base di. Brodo. Che poi puoi farci anche il risotto. Sai che buono...
mercoledì 11 marzo 2015
La vincita
E’ sera solo perché lo dice l’orologio. Fuori è ancora chiaro. Il cielo è retroilluminato da un sole che si nasconde oltre le colline. Scendendo dall’auto sento la puntura fredda dell’aria sul collo e cerco di difendermi alzando il bavero della giacca e incassando la testa nelle spalle.
Così, a tartaruga, mi dirigo al bancomat. Il parcheggio antistante la banca è stranamente deserto. Gli impiegati sono già tutti usciti e la mia è l’unica auto a presidiare la zona. Guardo a destra e subito dopo a sinistra. Due donne imbacuccate vengono avanti parlando forte in una lingua diversa dalla mia. Penso sia francese, ma non ci scommetterei troppo. Digito il codice pin senza guardare i numeri e al momento opportuno scelgo la cifra di cui necessito. Di ricevute non ne ho bisogno così un attimo dopo ho di nuovo il mio bancomat e un mazzetto di banconote che sembrano inamidate.
martedì 3 marzo 2015
Le donne nude
Le donne nude sono tre: una mora, una bionda e una via di mezzo: una stinta.
Ogni volta che apro la porta per uscire dal capannone sono lì che mi guardano ammiccanti da calendari che nessuno si prende più la briga di girare, manifestando, di fatto, una certa preferenza.
In quell'angolo è luglio tutto l’anno.
Può essere contemporaneamente marzo e aprile.
Settembre dura almeno da tre anni.
Quelle tre sono lì che raccolgono il sole che sbava dai vetri obliqui del fabbricato, che s’abbronzano a forza di sberle contro il muro, che ingrassano a suon di occhiate e manifestazioni di interesse unte come patatine fritte.
lunedì 23 febbraio 2015
Dramma in tre puntate
All'alba del ventitreesimo giorno di mancate pulizie le latrine cominciarono a puzzare. Le tavolette dei water, ove presenti, si esibivano giallastre e ricoperte di macchie di ben poco dubbia natura. L’uomo entrò nella stanza spasimando, con le mani posate strettamente al bassoventre e una voglia mal celata di fuggire lontano. Subito l’accolse un’aria malevola, insalubre e decisa a spifferare ciò che in realtà egli già sapeva: le toilette avevano abbondantemente raggiunto il livello autogrill.
Con passo malfermo l’uomo si avvicinò alla porta del primo bagno e l’aprì deciso ricevendo subito un manrovescio in pieno viso. La postazione si presentava in disordine, con il pavimento incrostato al punto da far pensare al passaggio di una mandria bovina e il bordo del water chiazzato di un’urina color zafferano. Barcollante si fece indietro richiudendo la porta con violenza, come se in realtà si trattasse dell’accesso diretto agli inferi e fosse compito suo chiudere il passaggio al diavolo in persona.
venerdì 13 febbraio 2015
Delta e basta.
Sono di fretta. Lo sono sempre più spesso. Dopo lavoro devo sempre correre da qualche parte. A volte non capisco neanche tanto bene perché. Stasera sono di fretta perché ho scordato di comperare le stelle filanti per la festa dell’asilo così mentre guido penso alla soluzione migliore, ad un posto comodo e veloce dove fermarmi a comperare un paio di rotoli multicolor. Mentre mi divincolo con disinvoltura nel traffico della sera rammento con orrore di non avere nemmeno un euro di contante nel portafogli. Al massimo ho qualche centesimo brutto e perennemente incazzato in un angolo del portamonete. Mi succede sempre più spesso. Pago quasi tutto con il bancomat. Quasi.
martedì 10 febbraio 2015
La sinfonia
La stanza è una bolla di silenzio in un mare di intenso frastuono. L’ovatta alle pareti pende lunga, bianca ed eroica come una barba di mago, ma non compie magie. La fabbrica spande rumore da ogni singolo bullone, da ogni singola vite che si stringe sui miei giorni. Nei capannoni ogni movimento è una bomba che esplode, una pioggia di schegge di baccano che si infilzano ovunque.
Ed io sono lì, dentro a quella bolla che aspetto. Rimbalzo io stesso i rumori che oltrepassano le barriere facendomi scudo con le spalle e stringendomi forte alla scrivania per non finire sbalzato. Sotto i piedi il pavimento sussulta forte. Le vibrazioni a volte arrivano lente, svogliate, quasi impercettibili e a volte giungono violente come le ondate di un mare arrabbiato che viene a travolgermi col suo rumore schiumoso.
giovedì 29 gennaio 2015
L'uomo missile
L’uomo missile guida una macchina come tante altre di grossa cilindrata: diesel o benzina, che differenza fa? Il design è accattivante ma è sempre quello, già visto in tutte le salse: bianco, rosso e qualche volta pure verdone. Soltanto che lui ha speso migliaia di euro per corrompere il vento, per fare in modo che faccia amicizia colla sua vettura e l’accarezzi anziché prenderla a sberle come volentieri farebbe. L’assetto ribassato, le minigonne, lo spoiler, chissà che altro: dell’auto ne ha fatto un proiettile grigio metallizzato pronto ad infilarsi dritto dritto nelle chiappe dell’orizzonte.
martedì 20 gennaio 2015
Le siamesi
In genere “le siamesi” sono quel tipo di signore sulla settantina che fanno la spesa sempre in coppia, l’una avvinghiata all'altra come due gemelle siamesi appunto. Una di solito ha in mano la lista della spesa mentre l’altra regge il cestino di plastica o, nel peggiore dei casi, spinge il carrello.
Se te le ritrovi davanti in reparto o in corsia sei finito.
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