Più che una farmacia sembra un ospedale da campo. I quattro
farmacisti in camice bianco al di là del bancone e davanti a loro un
battaglione di acciaccati da far invidia a un santuario mariano. Appena entrato
c’è da prendere il numeretto e non me ne accorgo fino a che entra qualcun
altro, ma alla fin fine non me ne importa. L’aria condizionata miete teste e
colli a tutto spiano colla sua falce gelida e insieme t’accarezza facendoti
piombare in un sonno glaciale, in una pace totale tutt’altro che immeritata.
